Sentenza Bosman: ecco come il calcio è cambiato per sempre

Facebook
Facebook
Twitter
Follow by Email
INSTAGRAM

La Sentenza Bosman ha cambiato per sempre la storia e le dinamiche del calcio moderno. Il provvedimento, adottato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nel 1995, ha rivoluzionato, in particolare, il rapporto contrattuale tra giocatori e squadre d’appartenenza. Insomma, se oggigiorno grandi club e piccole realtà sognano di poter piazzare il “colpo a parametro zero” il merito è tutto del calciatore belga Jean-Marc Bosman e della battaglia legale messa in atto da quest’ultimo. Le novità introdotte in seguito alla Sentenza Bosman sono molteplici e tutte fondamentali per la nascita del calcio moderno.

COSA STABILISCE LA SENTENZA BOSMAN?

Sentenza Bosman

Jean-Marc Bosman militava nel Liegi, in prima divisione belga, quando il suo contratto venne a scadenza nel 1990. Il calciatore trovò una nuova sistemazione al Dunkerque, un club francese di seconda divisione, ma il Liegi giudicò insufficiente la contropartita in denaro e si oppose al trasferimento. All’epoca, infatti, un giocatore a fine contratto doveva ottenere il permesso per trasferirsi altrove dalla società alla quale apparteneva. Inoltre, il club che deteneva il cartellino del calciatore otteneva un indennizzo calcolato secondo alcuni parametri come stipendio dell’ultimo anno ed età del calciatore. Bosman, confinato nella formazione giovanile e con l’ingaggio drasticamente ridotto, denunciò il caso alla Corte di Giustizia europea per restrizione del libero commercio. Il calciatore fece causa contro l’RFC Liegi, contro la federazione calcistica belga e anche contro l’UEFA. La disputa si concluse definitivamente solo cinque anni dopo, il 15 dicembre del 1995, cambiando radicalmente il calcio europeo.

La corte stabilì che il sistema fino ad allora in piedi costituiva una restrizione alla libera circolazione dei lavoratori e ciò era proibito dall’articolo 39 del Trattato di Roma. Da quel momento ci fu la possibilità per i calciatori professionisti dell’Unione Europea di trasferirsi da una federazione all’altra in modo del tutto gratuito una volta scaduto il contratto con la squadra di appartenenza. Inoltre da allora un calciatore può stipulare un pre-contratto se la durata residua del contratto in essere è uguale o inferiore a sei mesi. Vennero, poi, tolti i limiti fissati sul numero degli stranieri utilizzabili in campo. In tal senso, fu possibile imporre limitazioni soltanto ai calciatori extracomunitari ovvero di Stati non facenti parte dell’UE.

LE CONSEGUENZE DELLA SENTENZA BOSMAN

Sentenza Bosman

Le pratiche utilizzate oggi da calciatori e club sono una diretta conseguenza della Sentenza Bosman. Solo negli ultimi anni, alcuni dei più importanti trasferimenti hanno avuto luogo grazie a tale provvedimento del 1995, come il passaggio di Andrea Pirlo dal Milan alla Juventus o il trasferimento di Robert Lewandowski dal Borussia Dortmund al Bayern Monaco. Tuttavia, la Sentenza Bosman, considerata generalmente uno sviluppo positivo del calcio, ha avuto anche risvolti assolutamente negativi. In particolare, dal punto di vista della disuguaglianza e dell’instabilità.

Quanto agli stranieri, in Italia, ad esempio, da 67 che erano nel 1995, diventarono 99 l’anno dopo; arrivarono a 198 nel 2001 e continuarono ad aumentare. Fino ad arrivare al 56,5% nella stagione in corso. Con un chiaro deterioramento dei vivai nazionali. Inoltre, l’evoluzione dei rapporti tra società e calciatori ha condotto all’escalation del ruolo dei procuratori passati da semplici intermediari a veri e propri artefici di intere campagne acquisti. Gli ingaggi proposti ai calciatori professionisti sono aumentati in maniera vertiginosa rispetto agli anni ’90 e anche il divario tra big europee e club di seconda fascia si è inesorabilmente allargato. Sembrava una conquista ma spesso e volentieri è stata anche strumento di ricatto. Quando Jean-Marc Bosman sognava di cambiare il calcio aveva in mente scenari molto diversi.

Facebook
Facebook
Twitter
Follow by Email
INSTAGRAM

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *