rivelazioni di inizio stagione

Rivelazioni di inizio stagione: il Borussia di Favre

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Tra le rivelazioni di inizio stagione possiamo sicuramente annoverare il Borussia Dortmund di Lucien Favre. Grazie a una partenza sprint i gialloneri sono primi in campionato e hanno inoltre ipotecato il passaggio del girone in Champions dopo solo quattro partite. Una partenza del genere non si vedeva in Renania dagli anni d’oro degli scudetti di Ottmar Hitzfeld e di Jürgen Klopp.

Cosa è cambiato nel Borussia: dal ’94 a Klopp

cosa è cambiato nel borussiaCosa è cambiato nel Borussia dal ’94 a Klopp? Andando per gradi, nell’era Hitzfeld di fine anni 90, ci fu un’egemonia giallonera. La corazzata del tecnico tedesco vinse due campionati (1994/1995-1995/1996) e riuscì a conquistare una Champions League (1996/1997), battendo in finale la Juventus per 3-1. Questo ciclo trovò il suo ultimo atto nel 2002.

Il nuovo tecnico Matthias Sammer, succeduto a Skibbe e a Nevio Scala, riesce a vincere il sesto titolo del club dopo una rimonta spettacolare nelle ultime tre giornate ai danni del Bayer Leverkusen. I rossoneri infatti avevano tre punti di vantaggio sul Borussia ma, nonostante ciò, sono riusciti a perdere il titolo.

Dopo gli anni di buio (2003-2008), con l’ingaggio di Jürgen Klopp ci fu una notevole ripresa. L’allenatore riuscì a creare un mix di esperienza (Weindenfeller, Kehl, Santana) e giovani terribili (Lewandoski, Kagawa, Götze) che fece saltare il banco nella Bundesliga. Il mago Klopp vinse due campionati (2010/2011-2011/2012) e raggiunse la finale di Champions nel 2013, persa per 2-1 contro il Bayern, stupendo l’Europa per quattro anni con un gioco spettacolare e divertente.

Questo a testimonianza che il Borussia non è stata sempre tra “le rivelazioni di inizio stagione”, ma in passato è riuscita ad essere anche una realtà costante, capace di affermarsi sia a livello nazionale che europeo.

Come si è evoluto il Borussia: da Tuchel a Favre

come si è evoluto il borussiaCome si è evoluto il Borussia dopo l’addio di Klopp? Non ancora ripresi dall’abbandono di Lewandoski e Götze, i tifosi hanno anche dovuto sopportare l’annuncio delle dimissioni da parte dell’allenatore, nell’aprile del 2015.

La panchina fu presa da Tuchel che continuò sulla falsa riga della filosofia di gioco di Klopp, ormai segno caratteristico della squadra giallonera, ma i suoi risultati non furono clamorosi. Un secondo e un terzo posto, condite da ottime prestazioni in Europa ma senza piazzamenti di grandi rilievo. Tra lui e il regno di Favre anche l’annata disastrosa 2017/2018 targata Bosz; unico lato positivo la qualificazione in Champions League.

Arrivando finalmente ai giorni nostri, nel maggio di quest’anno, si accomoda in panchina Lucien Favre, ex Nizza, già conoscitore del calcio tedesco grazie ai suoi trascorsi nel Borussia Mönchengladbach e nell’Hertha Berlino. L’allenatore svizzero ha deciso di non stravolgere la squadra puntando a un mercato mirato. Sono stati infatti acquistati giovani prospetti, come Diallo e Hakimi, e giocatori affermati come Wietsel e Paco Alcacer. L’arma in più di questa squadra sembra essere stata l’esplosione dei giovani talenti come Sancho (18 anni) e Larsen (20 anni), capaci addirittura in alcune occasioni di vincere partite da soli.

Con questo organico ben bilanciato, sono riusciti ad essere una delle rivelazioni di inizio di stagione. Ad oggi il gioco rispetta l’identità della squadra; fluido, veloce, pochi tocchi e contropiede fulminante. Un tipo di calcio che si adatta a pieno alle caratteristiche della rosa. Non sappiamo sin dove possa arrivare la squadra del tecnico svizzero, ma la speranza dei tifosi è quella di creare un nuovo ciclo vincente.

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