Procuratori nel calcio: l’evoluzione di una figura determinante

Facebook
Facebook
Twitter
Follow by Email
INSTAGRAM

Quella dei procuratori sportivi nel calcio è una delle figure più affascinanti dello sport. Nati come semplici “consiglieri”, il procuratore ha cambiato radicalmente il rapporto tra la società e il calciatore, trasformando quest’ultimo in una vera e propria azienda. Nel corso degli anni questo ruolo ha subito un’incredibile, quanto vertiginosa, evoluzione che è tutt’ora in atto.

La nascita della figura del procuratore

Nel 1968 nasce il ruolo dei procuratori di calcio. Il luogo preciso dove tutto ciò avviene sono gli uffici della sede dell’Ajax. I dirigenti dei lancieri dovranno discutere il rinnovo del contratto della loro grande stella, Johan Cruijff. procuratori nel calcioIl calciatore però alla riunione non andrà solo ma accompagnato dal suo futuro suocero, Cor Coster, uno dei più ricchi ed importanti commercianti di pietre preziose di tutti i Paesi Bassi. Cruijff, visionario non solo sul rettangolo verde, spiegherà che ha scelto suo suocero per curare le questione economiche del suo contratto. La dirigenza si oppone a questa intermediazione, ma alla fine è costretta a piegarsi alle volontà della loro punta di diamante. Cor Coster quindi può essere considerato il primo al mondo tra i procuratori di calcio.

Non è ancora il momento del boom della professione, perché molti calciatori preferiscono continuare a curare da sé i propri interessi. In questo periodo i rapporti tra società e calciatori sono completamente diversi dai giorni nostri. Le squadre sono padrone dei cartellini e possono disporre di essi nella più completa libertà.

Con gli anni però, ci si accorge che nel calcio, mondo in cui i prezzi dei cartellini e gli ingaggi lievitano a vista d’occhio, c’è la concreta possibilità di guadagnare molto fungendo da rappresentante degli atleti. A fine anni settanta in Italia dominerà, tra i procuratori di calcio, Antonio Caliendo, vero e proprio capostipite della professione. Rappresenterà dodici dei ventidue finalisti di Italia ’90 e altri nomi altisonanti come Baggio e Dunga. L’apertura delle frontiere, negli anni ’80, porta un’altro sviluppo in questo mondo. Insieme ai calciatori, da tutta Europa e dal Sudamerica, arrivano anche i loro procuratori; iconiche le figure dell’agente di Falcao, Cristoforo Colombo Dos Reis Miller, e quello di Maradona, Jorge Cyterszpiler.

Colui che però trasformerà i calciatori in vere e proprie star della pubblicità e della televisione sarà Silvio Berlusconi; da questo momento in poi i procuratori di calcio inizieranno a curare anche l’immagine dei loro assistiti.

Crocevia della professione: la sentenza Bosman

Nel 1995 un grande scossone nel mondo del calcio lo diede la sentenza Bosman. Questo provvedimento tolse i confini territoriali e i paletti contrattuali, trasformando i calciatori da dipendenti a veri e propri professionisti che vendono le proprie prestazioni al miglior offerente. Gli agenti diventano procuratori, legali rappresentati di una vera e propria azienda. Da questo momento in poi si delinea la figura dei procuratori di calcio che noi conosciamo.

procuratori nel calcioOggigiorno in Italia se diciamo procuratore ci viene subito in mente Mino Raiola. Tra i procuratori di calcio moderni, è salito alla ribalta per i suoi modi di fare poco ortodossi e per ricchi contratti strappati ai migliori club del mondo. Nella sua scuderia ci sono nomi altisonanti come Ibrahimovic, Balotelli, Pogba, Donnarumma e molti altri. Il suo impero è stato, in gran parte, costruito dalle enormi commissioni richieste durante i trasferimenti dei suoi clienti. Famosissima è la commissione monstre del trasferimento di Pogba dalla Juve al Manchester United: 27 milioni di euro. Non è andata sempre bene a Raiola; con altri suoi assistiti ha trovato difficoltà a inculcare la propria mentalità. Questo ad esempio è successo con Hamsik che, non sposando le sue ideologie e essendo molto legato alla piazza azzurra, ha deciso di separarsi da lui.

Mentre in Italia si preferisce, ancora oggi, la procura diretta e personale, all’estero la professione dei procuratori di calcio è cambiata ulteriormente con la nascita e lo sviluppo delle agenzie e dei fondi di gestione calciatori. In questo ambito l’esponente più influente è Jorge Mendes, che ha tra i suoi assistiti Cristiano Ronaldo e lo Special One José Mourinho. La sua agenzia si chiama “Gestifute International” e gestisce quasi tutta la nazionale campione d’Europa, facendogli spettare il titolo di padrone del calcio portoghese. La procura di grandi campioni e le consequenziali entrate economiche gli hanno permesso anche di vincere cinque premi di agente dell’anno. Questo però non è un caso unico. In Inghilterra, Jonathan Barnett ha fondato la Stellar Group, azienda che ha tra i suoi assistiti nomi come Bale e Luke Shaw.

L’opinione pubblica, intorno a questa figura è abbastanza divisa. I procuratori sono un bene o un male del calcio moderno? In alcuni casi manipolano le carriere dei propri assistiti fino a creare delle vere e proprie spaccature tra società e calciatore. I tifosi così si trovano a dover rinunciare ai loro idoli e ciò accresce l’odio intorno a questa figura. Ciò che non deve passare però è il messaggio che i calciatori siano vittime dei loro procuratori; perchè questi ultimi vengono pagati dagli stessi calciatori per fare i loro interessi.

Facebook
Facebook
Twitter
Follow by Email
INSTAGRAM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *