Messi al Como

Messi al Como e storie simili: tutti i rimpianti del calcio italiano

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Messi al Como, ma non soltanto. Sono tante, infatti, le storie di giovani calciatori scartati da club italiani e poi diventati veri e prori top player del calcio internazionale. Incredibili e imperdonabili errori di valutazione da parte di talent scout e dirigenti che hanno deciso di non puntare su talenti in erba portati alla loro attenzione. Calciatori rifiutati soprattutto per carenze dal punto di vista fisico o per irrisorie questioni economiche, ma che in pochi anni si sono affermati come protagonisti assoluti della scena calcistica.

DA MESSI A KANE: GLI SCARTATI DI LUSSO

Messi al Como

Il caso più clamoroso è sicuramente quello relativo al mancato passaggio di Messi al Como. Infatti nel lontano 2002 la Pulce svolse un provino con il club lombardo, all’epoca nelle mani di Enrico Preziosi. Tuttavia, nonostante le grandi qualità mostrate dall’argentino, allora quindicenne, e le due settimane trascorse a Como, la società decise comunque di non tesserare il giovane Lionel Messi. Il ragazzino era considerato troppo gracile per il ruvido calcio italiano. Poco tempo dopo sarà il Barcellona ad accorgersi di lui e a dare fiducia al talento di Rosario. Si tratta sicuramente del rimpianto del secolo per il calcio italiano.

Un altro fenomeno, Cristiano Ronaldo, poteva sbarcare in Serie A già nel 2003. Il Parma, infatti, aveva in mano il cartellino del giovane attaccante dello Sporting Lisbona, che doveva sostituire Adrian Mutu approdato al Chelsea. Ma saltò tutto perché Alex Ferguson, che proprio quell’estate lo vide in azione con il club lusitano, si innamorò letteralmente del talento portoghese. A proposito di attaccanti, un altro grande rimpianto per il calcio italiano è Didier Drogba. Infatti, il fuoriclasse ivoriano è stato ad un passo dal trasferimento al Chievo Verona nel 2001. Ma, come rivelato dallo stesso presidente Campedelli, l’affare non andò in porto a causa della mancata cessione di Luciano e Manfredini alla Lazio. Insomma, l’accordo con il Le Mans, all’epoca in seconda divisione francese, già c’era ma mancavano i fondi necessari per chiudere la trattativa.

Uno storia simile è quella relativa al mancato passaggio di Harry Kane al Livorno nel 2013. Il presidente Spinelli propose al Tottenham un prestito con diritto di riscatto, ma alla fine prevalsero i tanti dubbi sull’attaccante inglese allora ventenne. Il Livorno decise allora di puntare su Paulinho, Emeghara e Dionisi.

DA TOTTI A INSIGNE: RIMPIANTI TUTTI ITALIANI

Messi al Como

Messi al Como, certo. Ma anche Totti alla Sampdoria non scherza. Infatti, nel 1996 l’allora allenatore della Roma Carlos Bianchi, che non vedeva di buon occhio il giovanissimo Francesco Totti, insistette molto per il suo trasferimento alla Sampdoria. Tuttavia, quando la trattativa sembrava ormai definita fu il presidente Franco Sensi ad intervenire e ad insistere per la permanenza del giovane talento a Roma. In particolare fu decisivo un torneo amichevole contro Ajax e Borussia Dortmund all’Olimpico in cui Totti diede prova di tutte le sue potenzialità, mostrandosi di gran lunga superiore al finlandese Litmanen, che avrebbe dovuto sostituirlo nella stagione successiva.

Possiamo, poi, prendere in considerazione altri casi clamorosi. Ad esempio, Lorenzo Insigne, non ancora adolescente, venne scartato dall’Inter perché ritenuto troppo basso. Anche un altro napoletano, Ciro Immobile, poteva diventare un giocatore neroazzurro, ma fu congedato da Milano con un banale “le faremo sapere”. Ciro non si abbatté, andò alla Juve e poi il resto è storia recente. Anche il Milan, tuttavia, ha commesso errori madornali: nel 1995 Braida preferì acquistare dal Bordeaux l’attaccante francese Dugarry, anziché Zinedine Zidane. Insomma, Messi al Como ma non solo. Rimpianti che, probabilmente, dureranno una vita intera. Decisioni che avrebbero potuto cambiare la storia dello sport più amato e seguito in assoluto.

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