le meteore del calcio: Federico Macheda

Le meteore del calcio: Federico Macheda

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La più grande tra le meteore del calcio italiano degli ultimi anni è Federico Macheda. Dopo un esordio da sogno all’Old Trafford e l’etichetta di “Golden Boy”, postagli dai tifosi, la carriera di “Chicco” è stata in perenne salita. Un mix di sfortuna, pressione e scelte sbagliate ha compromesso la carriera di uno dei talenti italiani più puri del calcio moderno.

L’esordio da sogno e la Macheda-mania

esordio da sogno e la Macheda-mania Cresce nelle giovanili della Lazio, squadra di cui è tifoso. Nonostante una promessa di contratto fatta dal presidente Lotito, firma un triennale da € 65.000 a stagione col Manchester United, vista anche l’impossibilità delle società italiane di far sottoscrivere contratti professionistici a giocatori sotto i sedici anni. Il trasferimento avvenne tra le polemiche alzate dal presidente Lotito e l’allora direttore sportivo Walter Sabatini. I due lamentavano lo sfruttamento della restrittiva legge italiana da parte della società inglese. Nonostante questo Macheda si unì al club inglese che lo lanciò, purtroppo, tra le meteore del calcio.

Dopo aver convinto nell’Under 18 dei Red Devils, Ferguson lo fa esordire anche in prima squadra. L’esordio in Premier League, all’età di 17 anni, è da film:entra sostituendo Nani, sul 2-2 casalingo contro l’Aston Villa, e nei minuti di recupero segna il gol vittoria all’Old Trafford. Scoppia così la Macheda-mania anche perché la settimana dopo segna ancora. Entra al 75′, sull’ 1-1 contro il Sunderland, e su un tiro sporco di Carrick segna il decisivo 1-2. Macheda è coccolato da tutti: da Ferguson e Cristiano Ronaldo in primis. La stampa inglese lo adora e la nazionale italiana maggiore lo aspetta. Sembra una carriera tutta in discesa la sua; invece è solo l’inizio di un lungo declino.

Il più grande rammarico del “Golden Boy”

il più grande rammarico del Golden boyCurioso e significativo, per la carriera di Macheda, è il retroscena che il calciatore ha raccontato alla stampa poco tempo fa. Nel pieno della sua avventura ai Red Devils, Macheda aveva bisogno di spazio che l’allenatore scozzese in quell’anno non poteva dargli. La soluzione più giusta gli sembrò mandarlo in prestito in Inghilterra così che potesse continuare a visionarlo e tutelarlo. Ma il calciatore aveva solo un obiettivo: tornare in Italia e giocare in Serie A. Alla fine prevalse il volere di Macheda che si accasò alla Sampdoria dove, all’età di 19 anni, avrebbe sostituito il partente Cassano. I blucerchiati quell’anno avevano raggiunto, e perso, i preliminari di Champions e ai suoi occhi poteva essere un giusto contesto dove continuare a crescere.

Purtroppo non fu così. Poco tempo dopo venne venduto anche Pazzini e le spalle di Federico dovevano sopportare un peso troppo grande per l’età che aveva. L’etichetta di “Golden Boy” proveniente dallo United si dimostrò un fardello troppo grande per lui. La stagione finisce in tragedia con la retrocessione dei blucerchiati in Serie B. Ritorna così in Inghilterra dove inizia la girandola di prestiti e cessioni: Stoccarda, Doncaster, Birmingham, Cardiff, Nottingham Forrest. Tornerà in Italia al Novara dove disputerà 51 partite e segnerà 10 gol. Dopo la retrocessione dei piemontesi, a settembre 2018, si trasferisce in Grecia, al Panathinaikos dove gioca tutt’ora.

La sua carriera, dopo essere sbarcato in Italia, prende una piega discendente. Non riesce a dimostrare di essere da United. Magari la supervisione e la guida di Sir Alex avrebbe potuto dare un’altra piega alla sua carriera. Non ascoltarlo è stato un gesto che (forse) gli ha compresso la carriera, facendolo passare da “Golden Boy” ad una delle più grandi meteore del calcio.

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