calcio in Italia: continua a stupire l'Atalanta di Gasperini

L’ Atalanta di Gasperini: la sua Dea continua a stupire

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Vera e propria mina vagante del campionato italiano è l’Atalanta di Gasperini. Poco dopo il giro di boa, i nerazzurri di Bergamo sono in piena lotta per un posto Champions, hanno eliminato la Juventus dalla Coppa Italia e si giocheranno l’accesso alla finale contro la Fiorentina. Dove può arrivare a fine stagione questa Dea?

Il marchio di fabbrica di Gasperini: 3-4-3 a tutto campo

il marchio di fabbrica di Gasperini: il 3-4-3 a tutto campoGasperini è da sempre considerato uno dei migliori allenatori del campionato italiano. Sin dai tempi del Crotone, il suo marchio di fabbrica per quanto riguarda il modulo di gioco, è il 3-4-3. La spregiudicatezza sta alla base di questo modulo sempre più unico nel suo genere, e proprio per questo sempre meno usato in giro per l’Europa. La squadra che lo adotta deve accettare continuamente il fattore “rischio” e la paura non è un sentimento accettato. Predisposizione all’uno contro uno e pressione asfissiante: così l’Atalanta di Gasperini è riuscita a buttare giù anche sistemi di gioco molto organizzati come quelli di Juventus e Inter.

L’allenatore torinese però a Bergamo ha dovuto fare di necessità virtù. Per sfruttare al meglio le caratteristiche della sua rosa, ha trasformato i due esterni d’attacco in trequartisti offensivi. Questo arduo compito spetta a Gomez e Ilicic che, uno con la sua velocità e l’altro con la sua grande tecnica, non hanno fatto per niente rimpiangere il vecchio modulo. A completare lo scacchiere troviamo gli altri elementi pressoché indispensabili. Una difesa con il vizio del gol composta da Mancini, Toloi, Palomino e Masiello. Un centrocampo di impostazione e interdizione grazie a Freuler, De Roon e Pasalic. Esterni instancabili sia in fase offensiva che difensiva come Gosens, Castagne e Hateboer. Un attaccante in stato di grazia come Zapata e tanti giovani scalpitanti pronti a subentrare come Barrow, Pessina, Varnier, Djimsiti e Valzania. Con questi mezzi l’Atalanta di Gasperini diventa una macchina quasi perfetta del nostro campionato.

La Dea di Gasperini: sorpresa o certezza della Serie A?

La Dea di GasperiniCom’è più giusto definire l’Atalanta di Gasperini? Sorpresa o certezza della Serie A? Spesse volte si dice che per affermarsi nel mondo dei grandi un allenatore deve fare il grande salto in una “big”. Questo non sembra essere il caso del tecnico torinese. A Gasperini, nella stagione 2011-2012, venne affidata la conduzione dell’Inter che veniva dai sei mesi di Leonardo. L’amore tra l’allenatore e la piazza non è mai sbocciato, complici anche i pessimi risultati di inizio stagione: sconfitta in Supercoppa e 4 punti in 4 partite di campionato. Questo ruolino di marcia valse la testa dell’allenatore. Dopo un’altra parentesi genoana di tre anni, l’allenatore si accasò a Bergamo. Alla sua prima stagione, l’Atalanta di Gasperini fu la sorpresa del campionato chiudendo al quarto posto davanti a Lazio, Milan e Inter. 

La società ha saputo sopperire alla cessioni di quella sessione estiva (Bastoni, Kessiè e Conti) e costruire un organico capace di stupire anche l’annata successiva. Gli impegni europei hanno rallentato la corsa in campionato, che i nerazzurri hanno chiuso al settimo posto. D’altro canto però il fenomeno Atalanta si è diffuso anche in Europa; la squadra è stata autrice di una serie di grandissime prestazioni in Europa League. Nonostante un girone di ferro (Atalanta, Everton, Lione, Apollon Limassol), ha chiuso al primo posto con 14 punti davanti al Lione secondo. Sfortunata però nel sorteggio dei sedicesimi: l’Atalanta di Gasperini pescò il Borussia Dortmund. Le due squadre diedero vita a uno scontro emozionantissimo; l’andata terminò 3-2 con un gol allo scadere di Batshuayi, il ritorno 1-1 con un gol sempre nei minuti finali di Schmelzer che eliminò i nerazzurri.

I risultati di questa stagione invece sono sotto gli occhi di tutti: in piena lotta per la Champions e Semifinale di Coppa Italia raggiunta. Con una squadra, una società, una programmazione e una continuità di risultati come quella dell’Atalanta di Gasperini, l’appellativo di sorpresa sembra veramente riduttivo.

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