Il calcio in Italia

Il calcio in Italia: i motivi per cui la Serie A finisce a marzo

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Il calcio in Italia è diventato, negli ultimi anni, più prevedibile che mai. Anche questa volta, infatti, la corsa Scudetto si è conclusa a marzo. Due mesi prima della fine del campionato. Con buona pace di tutti i tifosi non bianconeri. La Juventus ha, infatti, stradominato fin dall’inizio, assicurandosi, con la vittoria contro il Napoli al San Paolo, addirittura 16 punti di vantaggio sulla propria diretta inseguitrice. Una distanza praticamente incolmabile, a meno di clamorosi quanto improbabili colpi di scena. Insomma, un film che ha sempre lo stesso finale, per quanto possa essere intricata la trama.

Com’è possibile tutto questo? Tralasciando esilaranti discorsi complottisti, la risposta è una soltanto: la Juventus ha saputo pianificare il futuro alla perfezione, le altre big stanno cominciando a farlo soltanto adesso. Con anni di ritardo e con molteplici errori di valutazione alle spalle. Questo è il segreto: lavorare oggi per quello che succederà domani.

PERCHÈ IN ITALIA VINCE SEMPRE LA JUVE? 

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Primo aspetto, scontato ma non troppo. Quella bianconera è la squadra più forte. Magari non la più bella, ma certamente la più forte. Soprattutto perché è abituata a vincere e sa come si fa. A differenza delle altre squadre che si perdono in una serie di fughe emotive che fanno perdere di vista il traguardo. La Juventus ha, invece, una capacità di concentrazione sull’obiettivo impressionante ed è perfettamente in grado di gestire i suoi alti e bassi durante la stagione. Per vincere per così tanti anni di fila ed essere annoverati fra i più forti club d’Europa è necessario schierare, insomma, una squadra fortissima dal punto di vista delle qualità individuali e collettive, agonistiche e motivazionali. E la Juventus ci è sempre riuscita. Ecco perché il calcio in Italia è diventato un monologo.

La Juventus ha, inoltre, una solidità societaria invidiabileLa presidenza gioca un ruolo molto importante nel calcio italiano attuale. Infatti, con tanti cambi di proprietà, fallimenti societari e svendite dovute alla crisi, avere un club solido e che riesce a dare continuità ai progetti fa la differenzaIl circolo virtuoso “vittorie-ricavi-investimenti-vittorie” messo in atto con successo negli ultimi anni ha fatto si che la Juventus tornasse ad essere il club più ricco d’Italia. E non soltanto per lo stadio di proprietà. Questo ha permesso alla Vecchia Signora di investire sul presente, ma sempre con un occhio al futuro, anticipando nettamente la concorrenza. I bianconeri riescono ad inserire ogni anno nel proprio organico giocatori sempre più costosi (e forti), indebolendo talvolta anche le dirette concorrenti per gli obiettivi stagionali (vedi Pjanic, Higuain, Bonucci e la ciliegina sulla torta Cristiano Ronaldo).

DEMERITI DEL CAMPIONATO ITALIANO 

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Meriti della Juve, certo. Ma, se il calcio in Italia è diventato estremamente ripetitivo e prevedibile, bisogna individuare anche demeriti della nostra Serie A. Infatti, sono ormai lontani i tempi in cui non solo i migliori calciatori giocavano nel massimo campionato italiano, ma anche squadre di metà classifica potevano vantare fra le proprie fila star internazionali. La Serie A oramai è ai margini del calcio europeo di prima fascia, e in assenza di riforme e cambi di rotta, non si vede luce all’orizzonte.

Poi è da prendere in considerazione anche il ridimensionamento, negli ultimi anni, di club storici e vincenti come Milan e Inter. Con l’assenza forzata delle milanesi, entrambe con grossi cambiamenti societari e storie assai travagliate alle spalle, la serie A per moltissimo tempo ha perso due club che lottavano sempre per la supremazia. E le vere antagoniste degli ultimi anni, Roma e Napoli, non hanno potuto fare la differenza come avrebbero voluto. Infatti, il gap storico, di tradizione, economico e sportivo fra questi due club e la Juventus è enorme. In termine di fatturato, tifosi, trofei in bacheca, abitudine delle piazze alle vittorie. Ecco perché il calcio in Italia finisce a marzo.

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