Fabio Grosso 2006, buon compleanno all’eroe di Berlino

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Fabio Grosso 2006, non può essere diversamente. Quando pensiamo all’ex terzino di Palermo e Juventus, inevitabilmente, il pensiero corre lì: a quella torrida estate del 2006. E, ovviamente, alla Coppa del Mondo alzata dagli azzurri la sera del 9 luglio a Berlino, dopo aver sconfitto i rivali di sempre della Francia ai rigori. Fabio Grosso, che oggi compie 41 anni, fu protagonista di una storia meravigliosa e divenne incredibilmente eroe di una cavalcata epica e leggendaria da parte della Nazionale italiana. Il Mondiale in Germania ha cambiato e segnato il suo percorso personale e professionale ed ha lasciato, sicuramente, una gioia infinita ed eterna nel cuore di tutti gli italiani.

BERLINO 2006: L’UOMO DEL DESTINO

Fabio Grosso 2006

Fabio Grosso è stato da molti considerato come l’uomo del destino, l’eroe di Berlino 2006. La sua storia è quella di un gregario che si prende la scena. La sua corsa folle e cieca, dopo il gol in semifinale contro la Germania, è quella di tutti gli italiani. Le sue lacrime, la sua gioia, le sue parole “Non ci credo! Non ci credo!”, sono immagini ancora impresse nella nostra memoria e che a distanza di 12 anni riescono ancora ad emozionare e commuovere. Gli occhi di Fabio Grosso, bramosi e glaciali, al momento del rigore decisivo nella finale contro la Francia li abbiamo ancora stampati in mente. Un attimo prima di calciare, lo sguardo rivolto alle stelle, a cercare, forse, il giusto coraggio e la forza. Poi, il rumore del pallone che graffia la rete e le braccia al cielo.

L’inizio dell’apoteosi. L’epilogo di una storia fantastica che ha come protagonista un eroe inaspettato, un eroe per caso. “Sono emozioni che posso raccontare, le ho raccontate e le racconterò. Ma non si riescono mai a capire. Raccontarle non renderebbe mai quello che in realtà è stato”, spiegherà Grosso.

Tutti sappiamo dove ci trovavamo quella sera, sappiamo come andò a finire quel rigore e che, in fondo, non l’avrebbe mai sbagliato. Fabio Grosso 2006: un legame ormai inscindibile tra l’uomo e la leggenda. Il destino quell’estate di 12 anni fa scelse proprio lui. Quel 9 luglio 2006 Fabio Grosso ci portò sul tetto del Mondo. Il cielo sarà sempre azzurro sopra Berlino.

ALLENATORE DEL VERONA: FABIO GROSSO

Fabio Grosso 2006

Dopo il Mondiale vinto con gli azzurri ha inizio un percorso in chiaroscuro che lo porterà ad essere, oggigiorno, l’allenatore del Verona in Serie B. Ma andiamo con ordine. Subito dopo il 9 luglio 2006 e la Coppa vinta da protagonista, il passaggio immediato all’Inter, l’avventura francese al Lione e il ritorno in Italia con la Juventus. Tutte esperienze non propriamente esaltanti. Così come nelle Nazionali di Donadoni e del Lippi bis, con la fallimentare avventura in Confederations Cup del 2009 e l’esclusione all’ultimo minuto dai convocati in Sudafrica 2010. Fino all’addio al calcio giocato, il 5 dicembre 2012 e l’inizio di una nuova vita, appunto, quella da allenatore.

Ha iniziato nel 2013 con i giovani della Primavera della Juventus, vincendo un Viareggio e perdendo in finale un Campionato e una Coppa Italia di categoria. Nell’estate 2017, la chiamata del Bari l’ha portato tra gli adulti e nel professionismo, e l’eliminazione ai playoff col Cittadella non ha cancellato di certo una buona stagione. Attualmente è l’allenatore del Verona, società nella quale ha ritrovato Tony D’Amico, nuovo DS del club, che era suo compagno di squadra quando Fabio Grosso era il fantasista del Chieti.

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