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Crisi Roma: tutti in discussione

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È sotto gli occhi di tutti la crisi della Roma nell’ultimo periodo. Una sola vittoria dall’11 novembre ad oggi (4-1 in casa contro la Samp), qualificazione agli ottavi di Champions ottenuta e nono posto in campionato dopo quindici partite. Un bottino, questo, sin troppo poco soddisfacente, per un ambiente che, ad inizio stagione, immaginava ben altri scenari.

Crisi Roma: chi sono i responsabili?

crisi roma: chi sono i responsabili?Dopo il pareggio rocambolesco di sabato sera a Cagliari, la dirigenza ha deciso di mandare tutta la squadra in ritiro a Trigoria. Dall’inizio della stagione questo è già la seconda volta che succede; la prima c’è stata dopo la sconfitta di Bologna e si è rivelata essere una panacea per la crisi Roma. Infatti dopo questo ritiro i giallorossi trovarono tre vittorie consecutive contro Frosinone, Empoli e Lazio. Da lì però passi in avanti ne sono stati fatti pochi. La Roma si è dimostrata essere una squadra con evidenti limiti, non solo tecnici, ma soprattutto di mentalità. Bisogna tenere anche conto della sfortuna. Una lunga catena di infortuni ha privato Di Francesco di elementi-chiave per lo scacchiere giallorosso, come De Rossi, Lorenzo Pellegrini, El Shaarawy e Dzeko.

La squadra paga anche le scelte di mercato della società. La Roma è da sempre una tra le più attive nel mercato estivo e negli anni ha fatto registrare cessioni record come Pjanic, Salah, Nainggolan, Rudiger e, ultimo in ordine di tempo, Alisson. I dati di Transfermarkt dicono che la Roma, negli ultimi due anni ha incassato 220 milioni di euro. Il problema però non sono le cessioni ma i successori che sono arrivati a Trigoria. Tanto per fare qualche esempio, in sostituzione dei nomi sopra indicati, sono arrivati giocatori come Gerson, El Shaarawy, Zaniolo, Hector Moreno, Olsen, Kluivert. Tutti giocatori che non sono riusciti, a pieno, a non far sentire la mancanza dei loro predecessori. Il vero problema però di questa rifondazione annuale sembra essere un’altro. Cambiando sempre i tasselli fondamentali della squadra non si riesce a creare un gruppo, che è strumento fondamentale per la costruzione di un ciclo vincente.

Cambiare l’allenatore sarebbe la scelta giusta?

Cambiare l'allenatore sarebbe la scelta giusta?

L’allenatore in questo caso sembra avere ben poche colpe della crisi Roma. Per il club sono i giocatori i principali responsabili del trend stagionale negativo; loro sono sul banco degli imputati. Non l’allenatore Eusebio Di Francesco, non ancora almeno. Perché nonostante la dirigenza gli abbia rinnovato la fiducia, è evidente che, se le cose dovessero continuare su questa falsariga, a pagare per tutti non potrà che essere il tecnico abruzzese.

Allora sorge spontaneo chiedersi: cambiare l’allenatore sarebbe la scelta giusta? Decisamente no. Di Francesco passerebbe per il capro espiatorio di turno e verrebbe gettato in pasto alla voglia di cambiamento dei tifosi, che già sono insorti su internet con hashtag come “#iovoglioconte”. Il tecnico ex Chelsea, secondo i rumors, sarebbe il più accreditato a subentrare sulla panchina. Non dobbiamo però far passare in secondo piano l’indole dell’allenatore, che non è solito prendere treni in corsa (vedi il caso Real Madrid).

La Roma ha bisogno di tranquillità all’interno del suo ambiente e della fiducia dei suoi tifosi. L’allenatore dovrà impegnarsi in quello che è un processo di responsabilizzazione dei giovani e dei nuovi, per far si che le belle prestazioni, come quelle contro il Real e l’inter, siano continue e non semplici casi disparati.

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