Claudio Gavillucci

Claudio Gavillucci: dalla Serie A agli Allievi regionali in cinque mesi

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Claudio Gavillucci è l’arbitro di Serie A che da un paio di mesi è sulla bocca di tutti. In cinque mesi, dai campi di Serie A a quelli degli Allievi regionali. La sua storia è arrivata sui giornali per la presenza di tanti interrogativi a cui, sin ora, nessun addetto ai lavori è riuscito a rispondere.

Qual è la causa della dismissione dell’arbitro Gavillucci?

la sospensione di Samp-napoli la causa di tutto?La storia di Gavillucci è tornata a far scalpore in questi ultimi tempi, dopo i cori razzisti a Koulibaly in Inter-Napoli e la decisione dell’arbitro Mazzoleni di non sospendere la partita. Claudio Gavillucci al termine dello scorso torneo è stato bocciato dalla Commissione arbitrale di Serie A, tecnicamente “dismesso per motivate ragioni tecniche”. L’arbitro era finito alla ribalta il 13 maggio scorso, quando aveva diretto Sampdoria-Napoli a Marassi. Durante questa partita aveva sospeso il match per circa 3 minuti in seguito a cori discriminatori nei confronti dei napoletani. Questo fu un episodio che fece molto discutere. Tutti i giornali ne parlarono e molti fecero i complimenti al fischietto di Latina per la decisione presa in quell’occasione. Dopo questa partita arbitrerà anche Udinese-Bologna, sua attuale ultima direzione nella massima serie.

Da qui in poi inizia il calvario di Claudio Gavillucci. Tramite i suoi avvocati è stata fornita una dettagliata versione dei fatti. La decisione di sospendere la partita fu sua, coadiuvato però dal consenso del funzionario dell’ordine pubblico. L’arbitro ha il potere di decidere sulla sospensione momentanea; dopo gli annunci può radunare i giocatori e far emettere un secondo comunicato. Se ha un effetto positivo, come in Samp-Napoli, la partita riprende regolarmente.

L’avvocato Ciotti, colui che si è esposto di più in questa vicenda, non ha escluso che ci sia un legame tra la dismissione dell’arbitro e l’episodio della sospensione della gara. L’avvocato ci ha tenuto a sottolineare anche come il suo assistito non fosse stato premiato per quella decisione, come invece era successo a Irrati e Rocchi, suoi colleghi più rinomati. L’arbitro ha annunciato ricorso contro i vertici AIA per la decisione presa. Dopo aver perso in primo grado discuterà di nuovo la sua vicenda davanti alla Corte Federale d’Appello.

Da Marassi ai campi polverosi di periferia

Ricorso Gavillucci Assenza di trasparenza, imparzialità e mancanza di piena autonomia: sono questi i punti cardine del ricorso, presentato dall’arbitro di Serie A Claudio Gavillucci. L’arbitro si rivolge al Tribunale Federale Nazionale chiedendo la riammissione immediata negli organici arbitrali di serie A.

Il suo team di avvocati fa’ leva sui principi e sulle critiche già avanzate nella famosa “sentenza Greco”che annullò la dismissione dell’arbitro Giovanni Greco. Una sentenza entrata a gamba tesa nei meccanismi dell’AIA, contestando all’Associazione Italiana Arbitri la violazione dei principi di trasparenza, inadempienza, imparzialità e terzietà. Per questo motivo che, con il ricorso presentato, Claudio Gavillucci può alzare un vero e proprio polverone intorno all’AIA.

In attesa della sentenza, il fischietto laziale si è messo a disposizione della sezione di Latina, alla quale ha deciso di devolvere i rimborsi delle partite che dirigerà. Nell’ultimo periodo è ricomparso sui campi di gioco, a cinque mesi dall’ultima partita di serie A, sul terreno polveroso del Vis Sezze, impegnato in una gara contro il Tor de Cenci, valida per il campionato degli Allievi Regionali Fascia B.

I dubbi e gli interrogativi intorno a questa vicenda sono veramente tanti. Formalmente l’AIA ha dismesso Gavillucci per “motivazioni tecniche” basate su graduatorie, valutazioni di osservatori ed organi tecnici che però non sono pubbliche. La cosa certa è che qualcuno, tra gli addetti ai lavori, dovrebbe uscire allo scoperto e dare le giuste risposte. Solo in questo modo si possono placare polemiche inutili e sterili, che col calcio hanno ben poco a che vedere.

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