Caso Palermo

Caso Palermo: il club rosanero rischia di sparire

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Il caso Palermo che si è palesato negli ultimi tempi rappresenta l’ennesima sconfitta per il calcio italiano e i suoi rappresentanti. Dopo ventitrè giornate di campionato, il Palermo è al secondo posto in serie cadetta e sogna il ritorno in Serie A dopo la retrocessione del 2017. Ma la promozione potrebbe anche non bastare. Infatti, continuano ad aggravarsi i dubbi e i problemi sul passaggio di proprietà del club siciliano da Maurizio Zamparini alla Sport Capital Group di Ian Richardson. E gli scenari sono davvero da incubo.

CAOS PALERMO, COSA STA SUCCEDENDO?

Caso Palermo

Il 29 dicembre 2018 Maurizio Zamparini ha ufficializzato la cessione delle intere quote societarie del Palermo calcio alla Sport Capital Group, per la cifra simbolica di dieci euro. Dopo che l’accordo preliminare tra le parti era già stato firmato il 30 novembre 2018. In seguito alla vendita del club si è provveduto ad annunciare anche il nuovo consiglio di amministrazione, formato dal Presidente Richardson, dall’Amministratore Delegato Emanuele Facile e dal consigliere John Treacy. Zamparini, addirittura, aveva promesso ai tifosi del Palermo che la nuova proprietà londinese avrebbe messo in atto le attività necessarie per la costruzione del nuovo stadio e del centro sportivo. Tuttavia, nonostante i proclami iniziali, la situazione, ad oggi, è delle peggiori. Infatti, il 5 febbraio 2019 hanno rassegnato le proprie dimissioni sia il Presidente Richardson, sia il consigliere John Treacy. Il club siciliano è in grave crisi finanziaria e senza nemmeno un uomo al comando.

Dunque, è ufficialmente scoppiato il caso Palermo. Infatti, stando alle attuali regole sui passaggi di proprietà il club rosanero non potrebbe iscriversi al campionato di riferimento e addirittura rischierebbe la radiazione. Zamparini e Co avrebbero violato, insomma, quelle che sono le norme introdotte dalla Figc nel 2015 per evitare un Manenti-bis (che aveva portato al fallimento del Parma). Precisamente, la regola prevede che “chiunque voglia acquisire una quota superiore al 10% di un club professionistico deve documentare la propria onorabilità e la propria solidità finanziaria”. Inoltre, ogni nuovo azionista di maggioranza ha 30 giorni a partire dall’acquisizione per adempiere a questi doveri. La società londinese avrebbe depositato solo i documenti relativi all’onorabilità e non quelli sulla solidità finanziaria. Perciò, con le regole attuali, il Palermo andrebbe incontro a gravi sanzioni.

CASO PALERMO: CONSEGUENZE E SOLUZIONI

Caso Palermo

L’intero caso Palermo è piuttosto singolare e potrebbe fare giurisprudenza. Finora mai nessun club, infatti, è stato deferito per non aver ottemperato ai requisiti di “solvibilità ed onorabilità”. Obbligatori per il sistema calcio dopo il caso Parma. La norma, in particolare, prevede che la mancata presentazione della documentazione o la mancanza, anche parziale di uno solo dei requisiti, non consente il riconoscimento, ai fini sportivi, del trasferimento delle quote all’acquirente. Ciò, ovviamente, determina l’impossibilità per la Società sportiva di associarsi alla Lega per la stagione sportiva immediatamente successiva all’acquisizione. Senza una modifica del regolamento, ad oggi il Palermo quindi non potrebbe iscriversi al prossimo campionato. Che sia Serie A, Serie B o altro. Lo spettro della radiazione aleggia sul club.

La soluzione è rappresentata dall’acquisizione del Palermo calcio da parte di una nuova proprietà, di nuovi investitori. In particolare, nelle ultime ore, ci sarebbe stata un’apertura nei confronti di Follieri. L’imprenditore pugliese è da sempre interessato al club siciliano e già in passato aveva provato a contrattare con Zamparini. La Sport Capital Group ha già dato mandato all’ad Facile di trovare persone disposte ad entrare nell’immediato in società. E Follieri sembra essere l’indiziato numero uno. Questa volta (si spera) con le giuste garanzie del caso.

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