cessioni record roma: fiumi di milioni ma zero trofei

Alla Roma il record di cessioni: fiumi di milioni ma zero trofei

Facebook
Facebook
Twitter
Follow by Email
INSTAGRAM

Alla Roma il record di cessioni. Tante plusvalenze che, nel corso degli anni, hanno permesso alla dirigenza giallorossa di incassare centinaia di milioni di euro. Incassare tanto però comporta anche delle responsabilità ovvero reinvestire in modo opportuno, cosa che la Roma non è riuscita a fare.

Le plusvalenze dell’era Pallotta

cessioni record roma: fiumi di milioni ma zero trofeiPrecisamente, dopo la vendita di Strootman al Marsiglia, nell’era Pallotta (dal 2012 ad oggi) tramite le cessioni la Roma ha incassato circa 435 milioni di euro in plusvalenze. Nella top ten di questa speciale classifica ci sono nomi come: Alisson, Nainngolan, Pjanic, Salah, Marquinhos, Romagnoli, Paredes, Emerson Palmieri e Strootman. Tutti giocatori che hanno contribuito ai risultati della storia recente della Roma. Risultati che però non vanno oltre ai nobili piazzamenti nelle zone alte del campionato di Serie A. Tutte queste cessioni hanno contribuito a risanare, di anno in anno, il bilancio della società ma hanno anche attirato le perplessità di molti. Soprattutto della tifoseria che vede puntualmente la rosa deturpata dei migliori elementi.

La dirigenza giallorossa, da Walter Sabatini a Monchi, ha il demerito di non aver svolto questo compito nel migliore dei modi. Alcuni nomi come Santon, Kluivert, Marcano, Pastore sono sembrati non all’altezza dei loro predecessori. A pagare in primis è l’allenatore Di Francesco per l’andamento della squadra di quest’anno, esonerato nelle ultime ore con l’avanzamento di Claudio Ranieri sulla panchina giallorossa. Negli anni passati la Roma era addirittura l’antagonista della Juve nella lotta allo scudetto e ha raggiunto anche la semifinale di Champions League. Quest’anno invece, a Marzo, è quinta in campionato e ha subito ieri, tra mille polemiche, la scottante eliminazione in Champions per mano del Porto. Può una squadra, che ha avuto a disposizione un capitale enorme, permettersi tale fallimento?

Il modello Ajax per invertire la rotta

Il rapporto tra la “nuova” proprietà americana e i tifosi non è mai stato idilliaco. La nuova politica era chiara: prima le cessioni per la Roma e poi i nuovi acquisti. La situazione è stata tenuta sotto contro finché i vari direttori sportivi hanno saputo rimediare; ma quest’anno il sollevamento popolare è stato più forte che mai. Ad aggravare ancor di più la situazione ci sono i risultati della squadra. Resta difficile da comprendere, per i tifosi e non, come possa una società, che ha guadagnato tanto negli ultimi, non riuscire a stare al passo delle top del campionato e a fare bella figura in Europa.

Tante società, per bilancio o per maggior appeal che hanno le altre squadre, sono costrette ogni anno a rinunciare ai propri campioni. Questo però non rappresenta un limite, basta saper rifondare. Da modello, in questo caso, c’è una squadra su tutte: l’Ajax. I lancieri sono da anni deturpati, regolarmente, dei loro pezzi migliori ma restano sempre ai vertici. Le armi per seguire il loro esempio sono: pianificazione accurata dei sostituti e investimenti sul settore giovanile. I guadagni della società olandese, ottenuti tramite le cessioni, sono nettamente inferiori rispetto a quelli della società giallorossa. Ma i risultati sono a favore dell’Ajax. Lasciando il confronto solo a quest’anno, l’Ajax è in piena lotta per il campionato ed è ai quarti di Champions dopo l’impresa del Bernabeu. L’impresa assume dei tratti epici se andiamo a citare il costo della rosa olandese: poco più di 54 milioni di euro. Inutile dire che adesso la valutazione della stessa è pressoché triplicata.

Ritornando alla domanda posta precedentemente, una squadra che ha avuto a disposizione una liquidità così grande non può permettersi tale fallimento. I problemi della Roma non sono da ricercarsi sul piano tecnico. Una diversa gestione delle risorse economiche avrebbe potuto permettere alla Roma di affermarsi ai vertici in Italia e in Europa. 

Facebook
Facebook
Twitter
Follow by Email
INSTAGRAM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *